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Caviglie gonfie cause e rimedi efficaci

Caviglie gonfie: cause e rimedi efficaci

Sicuramente vi sarà capitato di tornare a casa dopo una lunga ed estenuante giornata di lavoro, togliervi le scarpe e accorgervi di avere le caviglie gonfie. Tale condizione si verifica quando si rimane seduti o in piedi per periodi troppo lunghi e pertanto i liquidi non riescono a risalire efficacemente verso il cuore, creando come dei ristagni e dando vita a ritenzione idrica.

Quest’ultima, però, non è l’unica causa del gonfiore alle caviglie. Ci sono altre patologie determinanti e, per quanto questa non sia una condizione di cui preoccuparsi, in alcuni casi può causare un fastidioso dolore alle gambe, pertanto è consigliato consultare un medico.

Vediamo quali sono la principali cause che portano ad avere le caviglie gonfie.

Caviglie gonfie – Cause

 Tra i primi fattori che determinano il gonfiarsi delle caviglie riscontriamo l’età avanzata e il peggioramento dell’efficienza del sistema vascolare. Tuttavia, uno stile di vita sbagliato può contribuire al presentarsi di tale condizione.

Ne è un esempio lo stato di sovrappeso o obesità, dove l’eccesso di massa corporea causa una riduzione della circolazione sanguigna, bloccandone il ritorno venoso e linfatico, causando l’accumulo di liquidi nei piedi, nelle gambe e nelle caviglie.

Anche lo stare in piedi o seduti per un lungo lasso di tempo contribuisce al gonfiarsi delle caviglie poiché i muscoli, rimanendo inattivi, non attivano la pompa muscolare responsabile della spinta dei liquidi verso il cuore.

Alla base delle caviglie gonfie, tuttavia, ci possono essere anche patologie o condizioni più serie.

Caviglie gonfie – Cause | Distorsione

 La distorsione della caviglia è un infortunio molto comune che, oltre a causare dolore, provoca un gonfiore articolare, dovuto al processo infiammatorio.

Il trattamento domiciliare per una distorsione della caviglia prevede:

  • riposo o modulazione del carico in base al dolore
  • applicazione di ghiaccio usando un panno sottile, per non più di 15 minuti
  • utilizzo di un bendaggio compressivo, preferibilmente eseguito da personale sanitario.

Nel caso il dolore e il gonfiore persistano potrebbe essere necessario rivolgersi a studi fisioterapici come DS Cares, dove esperti del settore valuteranno il quadro clinico e decideranno il percorso terapeutico in base all’anamnesi del paziente.

Caviglie gonfie – Cause | Patologie cardiache, epatiche o renali

In circostanze più serie, il gonfiore delle caviglie può essere legato ad un problema derivante da malattie cardiache, epatiche o renali. Se parliamo di insufficienza cardiaca, le caviglie si gonfiano, soprattutto la sera, come conseguenza di ritenzione di sale e acqua. Se, invece, si tratta di una malattia renale, il gonfiore si manifesta quando c’è un malfunzionamento nel filtraggio dei liquidi da parte dei reni, causandone quindi un accumulo nel corpo. Le malattie epatiche, infine, agiscono sull’albumina, una proteina prodotta dal fegato, la quale se insufficiente provoca perdite di fluido all’interno del corpo.

Caviglie gonfie – Cause | Linfedema

Il linfedema consiste in una raccolta di liquido linfatico nei tessuti che può svilupparsi a causa di problemi con i vasi linfatici o a seguito della rimozione di linfonodi linfatici.

La linfa è un fluido ricco di proteine che viaggia lungo una vasta rete di vasi e capillari e viene filtrata attraverso i linfonodi. Quando c’è un problema con questi ultimi, il flusso della linfa può risultare rallentato o addirittura bloccato.

Caviglie gonfie – Cause | Insufficienza venosa e trombosi venosa

Si tratta di insufficienza venosa quando il sangue si muove in modo in modo inadeguato e insufficiente in direzione craniale, ossia da gambe e piedi verso il cuore. Di norma, all’interno delle vene il sangue scorre verso l’altro attraverso valvole unidirezionali. Quando quest’ultime vengono danneggiate o indebolite, il sangue fuoriesce dai vasi sanguigni e il liquido viene trattenuto nei tessuti molli della parte inferiore delle gambe, in particolar modo nelle caviglie e nei piedi.

La trombosi venosa, invece, consiste nella formazione di coaguli di sangue nelle vene delle gambe che possono fermare il flusso di ritorno del sangue dalla gambe fino al cuore e causare, quindi, gonfiore alle caviglie e ai piedi.

Caviglie gonfie – Altre cause

Altre cause che possono provocare il gonfiore della caviglie possono essere: l’assunzione di alcuni farmaci come steroidi, antidepressivi, farmaci per il diabete che tra i possibili effetti collaterali hanno, appunto, gonfiore alle caviglie; la gravidanza, in particolare nel terzo trimestre, in quanto il corpo produce più sangue e fluidi per sostenere il feto che si sta sviluppando.

Sintomi

I sintomi del gonfiore alle caviglie sono diversi e strettamente collegati alle cause da cui è generato.

In generale, però, il gonfiore causato da edema, gravidanza, farmaci o dalla maggior parte delle malattie produce un gonfiore bilaterale e di solito inizia come ingrossamento morbido della pelle nei piedi che si diffonde rapidamente alle caviglie. Se si applica una pressione col dito si osserva una rientranza nella pelle, che ritorna lentamente al suo stato di gonfiore iniziale una volta rimossa la pressione

Rimedi

 Nel caso il gonfiore sia dovuto ad una stasi linfatica e venosa si consiglia di:

  • sollevare le gambe quando ci mettiamo a letto, adagiandole sopra un cuscino all’altezza dei polpacci in modo da favorirne la circolazione
  • ridurre l’assunzione di sale per evitare l’accumulo di liquido nelle gambe
  • evitare di indossare indumenti che stringano eccessivamente su cosce e caviglie
  • mantenere una massa corporea sana ed equilibrata
  • alzarsi o muoversi una volta ogni ora, quando possibile
  • seguire insieme al fisioterapista un programma di esercizi terapeutici per stimolare la pompa muscolare al drenaggio dei liquidi

Prevenzione

Non sempre il gonfiore delle caviglie può essere prevenuto ma è comunque consigliabile seguire delle buone abitudini per agevolare la circolazione. Ad esempio, si raccomanda di fare regolarmente esercizio, evitare di stare in piedi o seduti troppo a lungo, regolare l’assunzione di sale.

Nel caso di disturbo persistente è importante consultare sempre un medico per individuarne la causa.

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