La sindrome del piriforme

La sindrome del piriforme è un disturbo neuromuscolare causato dall’intrappolamento del nervo sciatico da parte del piriforme, un muscolo situato nel gluteo. Tra i vari sintomi si annoverano dolore al gluteo e alla gamba, formicolio e intorpidimento, talvolta fino al piede. La diagnosi precoce e il trattamento fisioterapico possono attenuare i sintomi e il loro impatto sulla vita dei pazienti.

La sindrome del piriforme

Febbraio 4, 2022 0
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Un dolore intenso al gluteo che si irradia sulla parte posteriore della gamba e si accompagna a formicolio e intorpidimento: siamo di fronte alla fatidica sciatica? Non è detto. Si potrebbe avere la sindrome del piriforme, un disturbo neuromuscolare con sintomi molto simili a quelli della lombosciatalgia – con la quale condivide il coinvolgimento del nervo sciatico – ma che hanno cause e, di conseguenza, tipologie di trattamento differenti.

In questo articolo potrai trovare indicazioni utili sull’anatomia del piriforme, sui sintomi e sulle cause che portano a sviluppare la sindrome del piriforme ed informazioni preziose per ottenere una chiara diagnosi e prevenire e curare la sindrome, riducendo il suo impatto sulla tua vita quotidiana.

Che cos’è la sindrome del piriforme?

Prima di procedere con la descrizione della sindrome del piriforme è necessario procedere con un breve ripasso di anatomia, al fine di comprendere al meglio quali siano le parti interessate da questa sindrome.

Il piriforme è un muscolo di forma triangolare, appartenente alla regione glutea, situato nella parte interiore della natica, dietro il grande gluteo. Trae origine dalla zona interna dell’osso sacro e si collega al femore omolaterale. È classificato tra i muscoli che appartengono al gruppo dei rotatori esterni dell’anca. È un muscolo importante in quanto è coinvolto nel movimento della parte inferiore del corpo e nella stabilizzazione dell’articolazione dell’anca. Nella fattispecie, ci permette di compiere i movimenti di rotazione e abduzione dell’anca e retroversione del bacino, di ruotare esternamente la gamba e il piede, ed è perciò coinvolto in azioni quotidiane come camminare, spostare il peso da un piede all’altro o il semplice mantenimento dell’equilibrio.

La sindrome del piriforme è un disturbo neuromuscolare che si verifica quando il muscolo piriforme comprime e irrita il nervo sciatico, con cui si trova anatomicamente a stretto contatto. Tale stato è classificato generalmente all’interno delle neuropatie da intrappolamento: per diversi ordini di cause, che vedremo più avanti, il muscolo piriforme esercita una pressione, irritazione o intrappolamento del nervo sciatico.

Proprio a causa dello stretto contatto tra il muscolo e il nervo sciatico, spesso le problematiche a carico del piriforme possono essere confuse a livello sintomatologico con una lombosciatalgia, un problema del disco intervertebrale lombare, o altre problematiche riguardanti le radici dei nervi periferici.

Quali sono i sintomi della sindrome del piriforme?

La sintomatologia della sindrome del piriforme è classificata come mista, in quanto è possibile che si sviluppino sintomi sia di natura muscolare che di natura neuropatica, in quanto sono coinvolti, appunto, un muscolo e un nervo.

I sintomi principali che si possono riscontrare riguardano generalmente:

  • dolore molto forte localizzato nella zona del gluteo, che talvolta si estende nella parte posteriore dell’arto inferiore (coscia e polpaccio) e, nei casi più gravi, arriva fino al piede;
  • formicolioe/o intorpidimento dei nervi;
  • bruciore al gluteo;
  • sensazione di dolorabilità alla palpazione.

La sensazione di dolore si acuisce quando si compiono movimenti semplici come alzarsi dal letto, o si compiono movimenti che interessano la regione dell’anca, e peggiorano quando si sta in posizione seduta: spesso chi soffre di sindrome del piriforme può assumere una postura scorretta, poggiando il peso sul gluteo che non fa male.

Il dolore tende ad essere monolaterale, ossia coinvolge un solo lato del corpo. I casi in cui il problema riguarda entrambi i lati del corpo sono molto più rari.

Si noti che tale sintomatologia può trarci in inganno. Non a caso, spesso la sindrome del piriforme viene confusa con la lombosciatalgia (cosiddetta “sciatica”) ma le due patologie sono di natura differente. In caso di sciatica si ha una compressione diretta o indiretta della radice del nervo sciatico a causa di un’ernia del disco, una frattura o un’infezione. Nel caso della sindrome del piriforme, invece, assistiamo ad un intrappolamento del nervo che non è causato da danni irreversibili.

Sindrome del piriforme: quali sono le cause e i fattori di rischio?

In caso di sindrome del piriforme è difficile rintracciare un unico ordine di cause. Queste, infatti, possono essere molteplici e diverse tra loro. Tra le cause principali possiamo annoverare:

  • accorciamento o eccessivo allungamento del piriforme o un suo spasmo, causato spesso da movimenti bruschi o sforzi eccessivi;
  • trauma al gluteo, all’anca o alla parte inferiore della schiena;
  • triggerpoint miofasciali causati da traumi diretti;
  • ipertrofia muscolare;
  • anomalie dei nervi;
  • iperlordosi lombare;
  • fibrosi muscolare causata da un trauma.

Talvolta, seppur in casi più rari, il piriforme potrebbe intrappolare il nervo pudendo, coinvolto nel controllo dei muscoli dei visceri e della vescica. In tal caso i sintomi possono riguardare intorpidimento e formicolio nella zona inguinale e, in casi più gravi, arrivare all’incontinenza.

Seppur non se ne conosca bene la causa, anche il sesso può essere uno dei fattori di rischio: le donne sono statisticamente più colpite degli uomini dalla sindrome del piriforme.

Lo stile di vita, la postura e le abitudini del paziente possono essere importanti fattori di rischio da non sottovalutare. Non a caso, una delle cause principali può essere l’eccessiva attività fisica, specie quella compiuta in posizione seduta con intenso coinvolgimento delle gambe, come canottaggio e ciclismo. Al contrario, anche stare troppo tempo in posizione seduta, come conseguenza di uno stile di vita e/o attività lavorativa eccessivamente sedentaria, può essere un fattore predisponente.

Le disfunzioni posturali che espongono maggiormente al rischio di sviluppare la sindrome riguardano posture scorrette della zona lombare, un’eccessiva pronazione del piede che fa sì che il muscolo piriforme si contragga più del dovuto e una postura che non permetta una distribuzione equa del peso del corpo su entrambi i lati, causando un eccessivo sforzo solo di uno.

Come si diagnostica la sindrome del piriforme?

La sindrome del piriforme è più difficile da diagnosticare. In prima battuta si procede attraverso un’accurata anamnesi del paziente e della sua storia clinica. Si prendono in esame una serie di fattori, tra cui il momento in cui sono comparsi i sintomi, le posizioni tenute dal paziente e le attività della vita quotidiana che provocano dolore. Ad esempio, attività che conducono alla sintomatologia della sindrome del piriforme possono essere un tempo prolungato da seduti, la guida, accavallare le gambe, trascorrere tanto tempo in piedi, lo squat in palestra, la corsa.

Un criterio importante è escludere che ci si trovi di fronte ad una sciatica, come risultato della compressione delle radici dei nervi spinali. Quindi talvolta ci si può avvalere di test di imaging come la tomografia computerizzata e la risonanza magnetica, grazie alle quali è possibile rilevare se il nervo sciatico è compresso da altre cause, come ad esempio un’ernia.

Due test possono essere inoltre utilizzati per una diagnosi più accurata:

  • FAIR-test o test elettrofisiologico, il quale permette di rilevare se ci sono ritardi nella conduzione del nervo sciatico;
  • Neurografia a risonanza magnetica: è una versione più sofisticata della risonanza magnetica che permette di rilevare l’infiammazione dei nervi.

Un ulteriore elemento di valutazione riguarda l’esame obiettivo dell’anca e delle gambe, denominato test muscolare di attivazione del muscolo piriforme, che si esegue in posizione prona con il ginocchio piegato a 90°. Si procede domandando al paziente di effettuare una rotazione dell’anca verso l’esterno. Generalmente il movimento dell’anca e la rotazione forzata della coscia estesa provocano dolore. Attraverso un’accurata palpazione, invece, si è in grado di rilevare lo spasmo del muscolo piriforme.

Come la fisioterapia può aiutare in caso di sindrome del piriforme?

Per prevenire e trattare la sindrome del piriforme, una volta comparsa, è necessaria in prima battuta una vera e propria rieducazione del paziente, attraverso il cambiamento dello stile di vita, della postura e dell’atteggiamento posturale, cercando di mantenere posture in cui il carico sia diviso simmetricamente per entrambi i lati del corpo. Può fare la differenza anche avvalersi di piccoli accorgimenti quali: evitare di stare seduto o in piedi per un tempo prolungato, fare soste frequenti quando si guida e distendere il muscolo, fare stretching quotidiano.

In questo processo è fondamentale rivolgersi ad un fisioterapista, il quale, di fronte alla diagnosi di sindrome del piriforme, esegue terapia manuale, insieme a terapia fisica ed esercizio terapeutico. L’esercizio terapeutico ha il doppio fine di alleviare il dolore e accompagnare il paziente ad assumere accorgimenti che possono prevenire recidive.

Nei centri fisioterapici specializzati come DS Cares, infatti, si elabora un piano terapeutico personalizzato ed efficace, con l’obiettivo di risolvere la patologia sia nel breve che nel lungo periodo in caso di recidive. Tra le scelte terapeutiche possono essere adottate anche terapie fisiche quali laser ad alta potenza e tecarterapia, terapie che si avvalgono del calore come alleato per attenuare il dolore. In casi più gravi, a questo trattamento può essere accompagnato un trattamento di tipo farmacologico.

Fondamentali sono gli esercizi terapeutici, che consistono soprattutto nell’allungamento del muscolo piriforme per diminuire il fastidio. Uno degli esercizi specifici volti a favorire l’allungamento del muscolo, si effettua sdraiandosi in posizione supina su un tappetino, con le ginocchia piegate e i piedi poggiati a terra, sollevando una gamba e portando il piede sul ginocchio controlaterale e, infine, sollevando da terra il piede della gamba che ancora poggiava sul tappetino e mantenere la posizione per circa 10 secondi.

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