Lesione del menisco: ecco come la fisioterapia può aiutare

I menischi sono due strutture di colore biancastro composte da fibrocartilagine che si trovano nel ginocchio, tra il femore e la tibia, e sono caratterizzati da una forma a «C». Un soggetto affetto da lesione meniscale presenta sintomi quali gonfiore, dolore, infiammazione, difficoltà nell’estensione e/o nella flessione degli ultimi gradi del ginocchio o blocco totale dello stesso, crepitii e rumori articolari.

Lesione del menisco: ecco come la fisioterapia può aiutare

Novembre 24, 2021 0
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Quando ci troviamo di fronte ad una lesione del menisco, sono frequenti le domande e le preoccupazioni dei pazienti circa l’iter da seguire. Ci si chiede se sia necessario operare, non operare, rimuovere totalmente oppure suturare. In questo articolo chiariremo alcuni dubbi comuni sulla lesione del menisco, partendo dai suoi aspetti anatomici e funzionali fino ad arrivare a fornire indicazioni utili per la sua diagnosi e trattamento.

Anatomia e funzioni: Come sono fatti i menischi?

I menischi sono due strutture di colore biancastro composte da fibrocartilagine che si trovano nel ginocchio, tra il femore e la tibia, e sono caratterizzati da una forma a “C”. Ogni ginocchio è dotato di due menischi: un menisco interno, chiamato mediale, che occupa gran parte della superficie e presenta una forma a mezzaluna, e uno esterno, chiamato laterale, che ha una forma a “O” o a ferro di cavallo e presenta una maggiore mobilità dell’altro. Essi si spostano quando muoviamo il ginocchio: indietro quando lo pieghiamo, in avanti quando lo estendiamo. Strutturalmente, la loro superficie è concava all’interno e più spessa esteriormente; tale struttura permette di svolgere una delle loro principali funzioni: ottimizzare la giunzione della tibia, alla quale sono appoggiati, al femore; Queste, infatti, non combacerebbero se non ci fossero i menischi.

Possiamo quindi considerare i menischi come dei cuscinetti ammortizzatori che servono a dare stabilità e una maggiore protezione al ginocchio, a distribuire il carico del peso corporeo in modo più omogeneo, a ridurre le forze d’attrito sull’articolazione e a garantire la distribuzione del liquido sinoviale – un liquido con funzione lubrificante che si trova nelle articolazioni – nell’articolazione.

Le loro estremità, chiamate corna meniscali, presentano vasi e per questo sono anche chiamate “zona rossa”, in quanto è l’unica ad essere vascolarizzata, a differenza della parte interna la quale, non presentando vasi, viene chiamata “zona bianca”. Con l’avanzare dell’età i capillari tendono a diminuire progressivamente e l’unica fonte di nutrimento dei menischi resta il liquido sinoviale. Proprio a causa della minore vascolarizzazione, le lesioni che non coinvolgono le estremità dei menischi (zona rossa) possono essere riparate e rimarginarsi con maggiori difficoltà e con tempi più prolungati rispetto ad altri tessuti.

Come può avvenire la lesione del menisco?

Le lesioni del menisco possono essere distinte in diverse tipologie, in base a criteri come la causa, la sede e la forma della lesione.

È possibile fare una principale distinzione fra due tipologie di lesione del menisco:

  • le lesioni traumatiche, ossia quelle provocate da distorsioni o traumi diretti al ginocchio, di cui sono soggetti soprattutto i giovani e sportivi;
  • le lesioni degenerative, più comuni nei pazienti di età avanzata, causate dall’usura articolare.

La causa della lesione, in ogni tipo di frattura del menisco, è sempre da rintracciarsi in un movimento. In base al tipo di movimento che causa la lesione distinguiamo:

  • lesioni causate da distorsione: in cui la lesione ha origine dal connubio di forze di compressione e di torsione, sono più comuni in soggetti giovani e sportivi;
  • lesioni causate da iperflessione o iperestensione, più comuni in soggetti più anziani.

Un’ulteriore distinzione riguarda invece la sede della lesione. Sulla base di questo criterio distinguiamo le seguenti lesioni:

  • del corno posteriore;
  • del corno anteriore;
  • del corpo meniscale.

Infine, prendendo in considerazione il criterio della forma, possiamo avere le seguenti tipologie di lesione:

  • longitudinali;
  • radiali;
  • orizzontali;
  • con flop meniscale, che si verifica quando un frammento del menisco è instabile e si muove con il movimento del ginocchio;
  • a manico di secchio, che avviene quando una porzione di menisco si ribalta, provocando un blocco articolare del ginocchio.

Può inoltre capitare che quando si lesiona un menisco, si lesionino anche i legamenti, soprattutto il legamento crociato anteriore (LCA).

Sintomi: Come posso rendermi conto di avere una lesione del menisco?

Un soggetto affetto da lesione meniscale presenta sintomi quali gonfiore, dolore, infiammazione, difficoltà nell’estensione e/o nella flessione degli ultimi gradi del ginocchio o blocco totale dello stesso, crepitii e rumori articolari.

Se si tratta di lesioni traumatiche si avverte subito un dolore acuto mentre in caso di lesioni degenerative i sintomi iniziano con un dolore moderato che tendono ad aumentare nel tempo. Tuttavia, non è detto che il dolore al ginocchio sia necessariamente segnale di lesione al menisco – si pensi alle persone più giovani –, così come, all’inverso, esistono casi di lesione anche in assenza di dolore, specie nelle persone più anziane. Per questo è preferibile sempre approfondire con le opportune visite specialistiche.

In caso di dolore, una volta riconosciuti i sintomi e dopo aver appurato di avere una lesione è importante trattare subito il trauma, in quanto si rischia che un pezzo di menisco si stacchi e vada alla deriva nell’articolazione, bloccando il ginocchio e peggiorando ulteriormente il quadro clinico.

Diagnosi e trattamento

Per diagnosticare una lesione al menisco è necessario sottoporsi a diagnosi clinica consistente nella ricerca dei sintomi, valutazione del trauma e analisi della funzionalità del ginocchio e ulteriori test clinici specifici. Successivamente si effettuano indagini strumentali come la risonanza magnetica, la tac e l’rx, che permettono di avere un quadro completo dalla morfologia del ginocchio al fine di giungere ad una diagnosi più precisa.

Il trattamento immediatamente successivo al trauma consiste nella crioterapia – applicazione di ghiaccio per massimo 15-20 minuti, ripetuto più volte al giorno – e riposo, al fine di ridurre gonfiore e dolore.

Successivamente, terapia da seguire varia a seconda del tipo di lesione. Le alternative possono essere due:

  • terapia di tipo conservativo: intrapresa se il ginocchio è stabile e non ha perso la sua funzionalità, è finalizzata alla cura dei sintomi legati a lesioni di tipo degenerativo, quindi dolore e gonfiore, e si avvale dell’utilizzo di antinfiammatori, antidolorifici o la crioterapia o la stessa fisioterapia, come vedremo più avanti;
  • intervento chirurgico: necessario quando il ginocchio è limitato nella mobilità. L’intervento può consistere, a seconda dei casi, in una sutura del menisco in artroscopia o in meniscectomia selettiva o totale.

Indipendentemente dalla terapia intrapresa, si ricorre spesso alla fisioterapia, al fine di ridurre i sintomi, recuperare e/o migliorare la completa mobilità articolare e la flessibilità del ginocchio, incrementare la forza, specie del quadricipite, che è il muscolo più importante della coscia, recuperare l’equilibrio, la coordinazione muscolare e gesti e movimenti sport-specifici.

Accanto alla fisioterapia, una delle terapie strumentali più indicate, che eseguiamo nel nostro centro specializzato DS Cares, è la Tecarterapia, che si avvale dell’utilizzo di un macchinario che permette di stimolare il sistema emo-linfatico, potenziando gli effetti della terapia manuale. Il calore generato indirettamente dal dispositivo Tecar aiuta il paziente a migliorare più velocemente, incrementando la temperatura interna del corpo, il microcircolo e la vasodilatazione nel punto trattato.

Il dolore diminuisce sin dalle prime sedute e senza una sollecitazione invasiva: la piastra della Tecar viene avvicinata all’area da trattare e stimola e velocizza i normali meccanismi riparativi e antinfiammatori.

Oltre alla terapia strumentale, è spesso indispensabile trattare manualmente il ginocchio con mobilizzazioni articolari, allungamento muscolare, tecniche manipolative specifiche ed esercizi di stabilità. La terapia post operatoria, invece, è finalizzata al recupero del tono muscolare e alla ripresa di qualsiasi tipo di attività in modo graduale, per evitare un nuovo infortunio. Gli esercizi funzionali e di propriocezione permettono all’arto inferiore interessato di riprendere le capacità precedenti all’infortunio.

È bene specificare che le terapie e i tempi di recupero variano notevolmente da paziente a paziente: per questo motivo è necessario sempre consultarsi tempestivamente con personale qualificato al fine di intraprendere il percorso più adatto al proprio caso.

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