Stenosi spinale e fisioterapia

Uno degli effetti dell’invecchiamento è la riduzione delle dimensioni ed un cambio della forma del canale vertebrale. Il canale vertebrale cambia nel corso degli anni. Possiamo immaginarlo più o meno come un «tubo» all'interno del quale passa il midollo spinale, da cui partono tutte le fibre nervose dirette ai vari distretti del corpo.

Stenosi spinale e fisioterapia

Gennaio 17, 2020 0
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Uno degli effetti dell’invecchiamento è la riduzione delle dimensioni ed un cambio della forma del canale vertebrale. La stenosi spinale è la patologia causata da questo restringimento che porterà al dolore in associazione ad altri sintomi. Vediamo di cosa si tratta e come possiamo trattare la stenosi spinale con la fisioterapia.

Cos’è la stenosi spinale?

Il canale vertebrale cambia nel corso degli anni. Possiamo immaginarlo più o meno come un “tubo” all’interno del quale passa il midollo spinale, da cui partono tutte le fibre nervose dirette ai vari distretti del corpo. Le fibre nervose escono ed entrano del canale vertebrale attraverso degli spazi chiamati forami vertebrali, che si vengono a creare dall’articolazione tra una vertebra e l’altra. Con il passare del tempo può capitare che i forami vertebrali e il canale vertebrale si restringano a causa di diversi problemi, come, ad esempio, fenomeni artrosici diffusi alla colonna vertebrale: questo porta le fibre nervose a non avere più lo spazio di prima, causando una compressione delle fibre e del midollo che, a sua volta, porta alla comparsa dei sintomi.

Sintomi

La stenosi spinale può interessare sia il tratto cervicale che il tratto lombare della colonna vertebrale. I sintomi più comuni sono sicuramente il dolore, il formicolio e intorpidimento degli arti superiori o inferiori, a seconda della localizzazione della stenosi. Altri sintomi, in particolare in caso di stenosi a livello lombare, possono essere la comparsa di crampi, rigidità della colonna, gonfiore ai piedi e alle caviglie, sensazione di debolezza alle gambe e difficoltà durante la deambulazione. Spesso, i pazienti che iniziano ad avvertire questi disagi sono costretti a fare molte soste quando camminano, infatti il dolore migliora con il riposo, scaricando la tensione a livello lombare.

La compressione del midollo causa una sintomatologia che può essere confusa con la presenza di un’ernia del disco. Per distinguerle bisogna valutare come si sono presentati i sintomi, perché la stenosi vertebrale, a differenza dell’ernia, causa un dolore graduale che diventa cronico nel tempo.

Fattori di rischio

La forma più comune è la stenosi degenerativa. Solitamente colpisce le persone dopo i 60 anni di età, quando la colonna vertebrale inizia a deformarsi per l’invecchiamento: l’avanzare dell’età, la sedentarietà contribuiscono al sovraccarico della colonna vertebrale e al deterioramento delle articolazioni. Ci sono poi situazioni in cui la stenosi può essere congenita, dovuta ad una malformazione vertebrale presente dalla nascita, o post-traumatica, come in seguito ad una frattura vertebrale. In alcuni casi, può essere sintomo anche della presenza di una spondilolistesi (scivolamento in avanti di una vertebra rispetto alla sottostante) più raramente, invece, può succedere che sia una conseguenza di altri processi infiammatori come artrite reumatoide, problemi metabolici o tumori ossei.

Diagnosi e chirurgia

Molti sintomi associati alla stenosi vertebrale sono comuni anche ad altre patologie, quindi una corretta diagnosi è indispensabile. Oltre ad una visita ortopedica e/o neurologica è fondamentale eseguire ulteriori esami, come la radiografia, la risonanza magnetica ed, eventualmente, un’elettromiografia che serve a valutare la velocità di trasmissione degli impulsi nervosi e la funzionalità dei muscoli.

Nelle situazioni più gravi, potrebbe essere necessaria un’operazione chirurgica. L’intervento chirurgico per la stenosi spinale sarà mirato ad allargare il canale spinale per decomprimere il midollo e migliorare sintomi come formicolio, debolezza e dolore. In altri casi, la chirurgia sceglierà la strada dell’asportazione di porzioni di vertebre, legamenti e dischi protrusi.

La fisioterapia per la stenosi spinale o vertebrale

La fisioterapia e l’osteopatia possono aiutare il paziente a ripristinare la flessibilità di collo, tronco, braccia e gambe, e tornare ad avere una buona qualità della vita.

Una volta confermata la diagnosi, il medico potrà prescrivere un trattamento conservativo per i pazienti che hanno pochi sintomi, oppure un trattamento riabilitativo mirato in seguito all’intervento chirurgico. Grazie anche ad un’opportuna terapia farmacologica, attraverso la fisioterapia i pazienti possono arrivare a sentire meno dolore e quindi riprendere le normali attività di vita quotidiana compromesse dalla presenza dei sintomi, spesso molto invalidanti.

Quando la stenosi colpisce la colonna lombare, gli esercizi di fisioterapia saranno indirizzati a migliorare la muscolatura addominale e, nello stesso tempo, l’allungamento muscolare, evitando accuratamente stress di iperestensione della colonna. In ogni caso, Il fisioterapista professionista insegnerà ai pazienti, attraverso esercizi mirati, la giusta postura preventiva per evitare di scatenare i sintomi, nonché degli esercizi che hanno lo scopo di facilitare i movimenti riducendo il carico sulla colonna vertebrale. Nelle fasi acute, quando il dolore è molto forte e non si può lavorare con gli esercizi di postura, è possibile utilizzare macchinari come la Tecarterapia e Laserterapia che hanno lo scopo di ridurre l’infiammazione dei tessuti, alleviando quindi il dolore e velocizzando i processi di guarigione.

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